concert reviews
Show Date2007-10-02
LocationTurin
VenueStadio Della Alpi
TourThe Police Reunion Tour 2007/08



2007-10-02 TURIN: Stadio Delle Alpi / Police, la reunion a Torino...

Setlist
01Message In A Bottle
01Walking On The Moon
02Demolition Man
03Voices Inside My Head
04When The World Is Running Down
05Don't Stand So Close To Me
06Driven To Tears
07Hole In My Life
08Every Little Thing She Does Is Magic
09Wrapped Around Your Finger
10De Do Do Do, De Da Da Da
11Invisible Sun
12Can't Stand Losing You
13Roxanne
14King Of Pain
15So Lonely
16Every Breath You Take
17Next To You
Police, la reunion a Torino...

Tripudio per band di Sting. Da 'Message in a bottle' a 'Roxanne'. 20 brani tra i più popolari degli ultimi 20 anni

I Police a Torino, unica data italiana - L'atmosfera è elettrizzata. I 65 mila allo Stadio delle Alpi di Torino aspettano trepidanti che i Police escano sul palco. Poi la musica. Sono le note di 'Get Up, Stand Up' di Bob Marley, re della musica reggae che tanto ha influenzato le loro melodie. Ma è sulle note di 'Message in a Bottle' che la band esce sul palco. Lo show ha inizio.

E' una serata memorabile per i fan di tutte le età, è il caso di dirlo, di uno dei gruppi che ha segnato la storia della musica negli anni '80. E' una serata memorabile per i tre storici Police. Sting, che proprio ieri ha compiuto 56 anni è in forma smagliante, Stewart Copeland, a 54 anni ha carica da vendere e si sente da come colpisce i piatti della sua batteria e Andy Summer, 64 anni non perde un colpo con la sua chitarra.

Lo show, la scaletta - 'Message in a Bottle' apre le danze. E' poi la volta di 'Synchronicity' e 'Walking' to the moon. Ed è proprio a questo punto che, dicono gli intenditori, l'esibizione dei Police trova il giusto equilibrio. La voce di Sting si è scaldata, la band trova la sintonia giusta. E' un tripudio di rock, ritmi reggaeggianti e pop elettronico che trova spazio anche per momenti romantici. E' il tempo di 'Driven to Tears', 'Don't Stand So Close To Me', 'Every Little Thing She Does Is Magic', 'De Do Do Do Da Da Da', fino alla chiusura con 'Roxanne', 'King of Pain', 'So Lonely' e 'Every Breath You Take'.

20 anni di musica - Sembra di assistere all'esecuzione di un Best of di brani che hanno segnato la musica degli ultimi 20 anni. E in un certo senso è così. Gordon Matthew Sumner (in arte Sting), Andy Summers e Stewart Copeland regalano al pubblico 20 memorabili canzoni, tra le più popolari dell'ultimo ventennio musicale. Lo show dei Police si arricchisce poi di improvvisazioni, assoli di chitarre, momenti di percussioni e originali rivisitazioni di pezzi storici come 'Hit The Road Jack' del grande Ray Charles.

© Sky Life



2007-10-02 TURIN: Stadio Delle Alpi / I Police conquistano l'Italia brani-cult, folla e tanta emozione...

I Police conquistano l'Italia brani-cult, folla e tanta emozione...

E' una platea affollata e gioiosa quella che assiste al ritorno dei Police al Delle Alpi di Torino. Sono passati 27 anni dall'ultimo concerto di Sting, Copeland e Summers in questo stadio, 24 dall'ultimo tour in Italia prima della loro litigiosissima rottura.

L'inizio del concerto sulle note di Message in a bottle quasi si perde nel potente boato dei 65 mila giunti da tutta Italia per l'unica tappa di una tournée mondiale che fino a un anno fa sembrava impossibile, tanti erano gli stracci volati tra i tre musicisti anche dopo l'avvio delle loro fortunate carriere soliste. Tra le incredibili reunion che hanno segnato il 2007, quella dei Police era davvero la meno probabile ma a conti fatti è anche la più completa e realistica, visti i monchi ritorni dei Genesis e degli Who e, a novembre prossimo, dei Led Zeppelin privi di Bonham.

Quanto accade sul palco è un déjà vu da pelle d'oca, mai tanto gradito: Sting s'inerpica sulle note acute al limite del falsetto proprio come faceva allora, la batteria di Copeland ha lo stesso inconfondibile suono delle pelli accordate fino al punto di rottura, Summers gioca con la sua chitarra come fossero due, è lui il vero centro alchemico del trio che seppe sfilare il rock dalla ghigliottina nichilista del punk, puntando con fiducia sul crossover e sul ritmo in levare del reggae.

"Dai a Sting quello che vuole" continua a dirsi Copeland dall'inizio del tour, partito il 27 maggio scorso a Vancouver. E stasera c'è qualche motivo in più per tenere a bada l'ego ipertrofico della voce dei Police: il concerto di Torino cade nel giorno in cui Sting festeggia i suoi 56 anni, e tutto succede all'indomani del conferimento da parte del ministro della cultura francese del titolo di Cavaliere dell'Ordine delle arti e delle lettere che Sting condivide con i suoi due compagni di strada. Un dettaglio che deve avergli messo le ali all'autostima se è vero che ha sempre considerato i suoi testi degni della migliore letteratura.

La serata Police è stata aperta dalla voce di Raiz e dai ritmi della Notte della Taranta, nella versione diretta da Vittorio Cosma e arrangiata nel 2003 da Copeland, e ha avuto poi una spalla familiare quando sul palco sono saliti i Fiction Plane guidati dal figlio di Sting, Joe Sumner, che hanno offerto quasi una riedizione dei primi Police (molto più 'Reggatta de Blanc' che 'Outlandos d'amour') bagnati però in un post grunge che ha studiato la lezione dei Nirvana e dei Pearl Jam.

Quindi sono sulla scena sono entrati i tre marziani londinesi, e hanno conquistato subito il palco e il cuore della platea con la stessa energia di trent'anni fa, con l'esperienza e la malizia accumulati nel tempo e con una nuova, cristallina e strabiliante sintonia rodata nella parte americana ed esplosa nella parte europea di questo tour.

Sarà pure che Sting insegue in ogni concerto la perfezione quasi fosse un suo personale incubo ma in questi redivivi Police sembrano sciolte tutte le tensioni accumulate negli anni: 'Syncronicity II' e 'Walking on the Moon' sono un colpo al cuore dei fan quarantenni, ma a cantarle in coro sono anche i più giovani, 'Don't Stand So Close To Me' e 'Driven to Tears' verrebbe voglia di cantarle a squarciagola se solo avessimo la voce di quell'usignolo ultracinquantenne di Sting.

C'è una magia, in certi ritorni, che può tagliare la parola in bocca ai critici e che riesce ad annullare in un secondo ogni timore di effetto nostalgia. Più moderni di allora, ancora in grado di emozionare, sono tornati i Police.

©La Republica by Carlo Moretti



2007-10-02 TURIN: Stadio Delle Alpi / Riuniti dopo 24 anni. Ieri l'unica data italiana davanti a più di 60 mila persone...

Riuniti dopo 24 anni. Ieri l'unica data italiana davanti a più di 60 mila persone...

Fan in delirio per il ritorno dei Police

Sting, Andy Summers, Stewart Copeland, "il trio delle meraviglie" appena insignito dell'onorificenza di Cavalieri dell'Ordine delle Arti e delle Lettere in Francia, ieri si è esibito allo Stadio delle Alpi di Torino davanti a più di 60 mila persone per l'unica data italiana del tour. Preceduti da 'Get Up Stand Up' di Bob Marley, i Police hanno inanellato una serie di brani senza tempo: 'Message in a Bottle', 'Synchronicity', 'Walkin' on the Moon', 'Driven to Tears', 'Don't Stand So Close To Me', 'Every Little Thing She Does Is Magic', 'Do Do Do Da Da Da' fino alla chiusura con 'Roxanne', 'King of Pain', 'So Lonely' e 'Every Breath You Take'. E non sono mancate le rivisitazioni di classici come 'Hit The Road Jack'. Grandi protagonisti della serata, i tre si erano presi una pausa di riflessione lunga circa 24 anni, ma l'anno scorso si sono presentati sul palcoscenico dei Grammy annunciando il loro ritorno. Il 2 ottobre è stata anche la data del 56esimo compleanno di Sting, leader indiscusso del gruppo. A trent'anni dalla pubblicazione del loro primo singolo, i Police sono tornati. è uscito lo scorso 11 giugno "The Police", doppio album contenente inediti, in studio e dal vivo, del periodo d'oro.

© Il Tempo



2007-10-02 TURIN: Stadio Delle Alpi / I Police a Torino: una notte tra calore e gelo...

I Police a Torino: una notte tra calore e gelo...

Era uno dei concerti più attesi dell'anno: il ritorno sulle scene italiane dei Police, dopo più di due decenni: uno dei più grandi gruppi rock di sempre che suona le sue canzoni più famose, e il ritorno di Sting alle sue origini, dopo tanto peregrinare tra generi musicali. Il concerto è nel mezzo di un tour iniziato lo scorso maggio in Canada e la data italiana cade in un momento infelice: la giornata è climaticamente clemente, per fortuna. Ma ad ottobre gli stadi sono tutti occupati dal campionato, così si finisce al Delle Alpi, cattedrale nel deserto della periferia torinese, costruito per i mondiali di Italia '90 e da un paio d'anni abbandonato a se stesso (Juve e Toro sono tornate al Comunale). I dati ufficiali danno il tutto esaurito, 65,000 persone. Ma la realtà è diversa: molta gente arriva con biglietti in più, comprati mesi fa per paura di rimanere fuori. Ma sono difficilissimi da vendere e anche i bagarini faticano a piazzare i loro. Insomma, alla fine si poteva entrare con pochi euro.

Una volta dentro, il colpo d'occhio è impressionante: lo stadio è davvero enorme, e vista la costruzione (una larghissima pista d'atletica e anelli molto più distesi e meno ripidi di San Siro) chi sta in tribuna vede delle formiche sul palco, non degli uomini. Dopo un paio di supporter (La notte della Taranta, a cui spesso ha partecipato Copeland, e i Fiction Plane del figlio di Sting, il cui timbro di voce è molto simile al padre), la band sale finalmente sul palco alle 9 e mezza passate, con un buon ritardo.

Stewart Copeland suona un gong, e si accendono i megaschermi, che circondano la pedana. Partono le prime note di 'Message in a Bottle', ed è un tripudio. Altra brutta sorpresa per chi sta in tribuna, però: la lontananza fa arrivare il suono fuori fase, e in certi momenti sembra davvero che il trio faccia fatica ad andare a tempo insieme. Chi sta sul prato, invece, ha un suono decisamente migliore. Dei tre, Andy Summers sembra il meno in forma, un po' imbolsito. Sting è il consueto ritratto della salute, con maglietta nera attillata, Copeland è indemoniato dietro la batteria. La band inanella un successo dietro l'altro, infilando in scaletta (rigida, con pochissime variazioni e solo di posizione rispetto ad altre serate) anche brani apparentemente secondari come 'Truth Hits Everybody'. Ogni canzone ha una scenografia cromatica sui megaschermi, ma a colpire è la relativa freddezza del gruppo: Sting parla pochissimo, e in un italiano stentato. Tra di loro, i tre quasi non si guardano, e in più di un'occasione si
ha la sensazione che stiano svolgendo un compitino: perlopiù tecnicamente perfetto, ma privo di pathos. A quello ci pensa il pubblico, soprattutto nell'ultima parte del concerto, la più suggestiva: spiccano una 'Wrapped Around Your Finger' da brividi, con Copeland che tambureggia su ogni percussione possibile, 'Can't Stand Losing You' e ovviamente 'Roxanne', eseguita in uno stadio illuminato da una selva di inevitabili luci rosse.

C'è ancora tempo per qualche bis (4 canzoni, tra cui ovviamente 'Every Breath You Take') e una chiusura al fulmicotone con 'Next To You'. C'è tempo anche per i bilanci: una serata dove bisognava esserci, ma tutt'altro che memorabile. I Police sono e rimangono grandissimi, ma il fuoco del rock brucia da altre parti.

© Rockol



2007-10-02 TURIN: Stadio Delle Alpi / La Musica Dei Police E' Ancora Uno Spettacolo...

La Musica Dei Police E' Ancora Uno Spettacolo...

Fino a pochi mesi fa i Police erano una delle band più rimpiante degli ultimi anni.

La tourneé della Reunion è uno degli eventi live dell'anno. Sting, Stewart Copeland e Andy Summers hanno suonato ieri sera a Torino allo stadio delle Alpi davanti a più di 60 mila persone e hanno dimostrato che il loro repertorio è ancora uno dei più vitali e spettacolari del rock emerso negli anni '80.

I tre si erano lasciati malissimo, divisi da rancori e questioni di ego. Rivederli insieme sembrava impossibile. Con il passare degli anni e con l'evoluzione del mercato tornare insieme è diventato un business colossale (pare che alla fine del tour mondiale il guadagno sia di 50 milioni di euro a testa).

Passati i 50 anni evidentemente è diventato più facile mettere da parte i rancori e tornare ai pezzi che li hanno resi famosi. I Police non hanno nessun album né pezzo nuovo da proporre: soltanto la loro storia fatta di canzoni che hanno scandito la cronaca music ale del rock negli anni '80 e '90. Sting, a 56 anni, è, manco a dirlo, in forma smagliante: maglietta nera, capelli corti, un braccialone al polso destro e il basso elettrico consumato dei tempi dei Police. Anche Stewart Copeland e in grande forma: è uno dei batteristi più originali e tecnicamente preparati del rock mondiale, un musicista capace con i suoi piatti e tamburi di dare un suono particolare alla musica. Andy Summers sembra un po' il loro fratello più grande da un punto di vista fisico ma come chitarrista non perde un colpo.

Il concerto è una sorta di greatest hits dal vivo: si comincia con 'Message in the Bottle' e si continua con 'Synchronicity', 'Walkin' on the Moon', 'Driven to Tears', 'Don't Stand So Close To Me', 'Every Little Thing She Does Is Magic', 'Do Do Do Da Da Da' fino alla chiusura con 'Roxanne', 'King of Pain', 'So Lonely' e 'Every Breath You Take'. Sting è un cantante formidabile che durante la sua strepitosa carriera ha acquisito sicurezza, carisma, profondità. Senza di lui i Police non sarebbero diventati quello che sono ed è anche questo il motivo che, all'epoca, ha provocato le liti furibonde. Al contrario dello sport, nella musica il tempo gioca a favore dei protagonisti. Se non si autodistruggono, i musicisti con gli anni migliorano e questo è il caso di Copeland e Summers. Così il repertorio dei Police si arricchisce di improvvisazioni, assoli di chitarre, momenti di percussioni, rivisitazioni di classici come 'Hit The Road Jack'. Insomma: uno spettacolo. In alcuni momenti si sente sui pezzi la patina del tempo ma se gli stadi di tutto il mondo hanno fatto e stanno facendo registrare il tutto esaurito per questa Reunion il pubblico non se ne accorge. Prima della Reunion il mondo del rock era pieno di "orfani dei Police". Da ieri anche in Italia si sentiranno meno soli.

© Ansa.it by Paolo Biamonte



2007-10-02 TURIN: Stadio Delle Alpi / ''Reunion Tour'' dei Police: il rock ha ancora molto da dire...

''Reunion Tour'' dei Police: il rock ha ancora molto da dire...

C'erano 65 mila persone stasera (martedì 2 ottobre) allo Stadio delle Alpi per l'unica data italiana del "Reunion Tour" dei Police. Sting, che festeggiava il 56esimo compleanno, Andy Summers e Stewart Copeland non hanno deluso i fan, con uno spettacolo ricco di effetti scenici, ma soprattutto di grinta. I primi a divertirsi, infatti, parevano proprio i componenti del gruppo inglese.

Chi c'era tradiva la sua età: ben pochi gli spettatori sotto i trent'anni. D'altra parte tanto è passato da quando i Police iniziarono la loro avventura. Preceduti dalla "Notte della Taranta" (il progetto di musica popolare salentina promosso da Copeland) e dal gruppo dei "Fiction Plane" di Joe Summer (figlio di Sting), alle 21.38 sono partite le note di 'Get Up, Stand Up' di Bob Marley, salutate dal boato del pubblico.

Un attimo dopo quelle attesissime e inconfondibili di 'Message In A Bottle' hanno dato il via alle danze, fino a 'Synchronicity II' e 'Walking on the Moon', che hanno letteralmente incendiato di passione lo Stadio delle Alpi. Da qui, per due ore, i 65 mila non hanno mai smesso di ballare, cantare e ricordare i bei tempi che, forse, alla luce di ciò che si è visto e (soprattutto) sentito, non sono poi così tanto andati.

Sono pochi infatti i brani che mostrano i segni del tempo. Sting, di nero vestito, appare in grande forma e non ruba più di tanto la scena ai suoi compagni. Accanto a lui un Summers preciso e ispirato e un copeland ancora straordinario, con i suoi tempi impossibili: una vera macchina del ritmo. La scaletta scorre via fluida e senza tempi morti, con grandi momenti emotivi. Sulle note di 'Invisible Sun', ad esempio, sono state proiettate foto di denuncia rapresentanti bambini malati e affamati, mentre 'Wrapped Around Your Finger' riusciva, più tardi, a creare quel momento intimo che è parte dell'empatia di ogni vero concerto rock.

Quel piacere unico che solo i fan possono provare, e che ripaga di tutto: sentirsi uniti in maniera indissolubile, tutti, mentre si sta sotto il palco dove suonano degli idoli. E pensare, anche solo per una canzone, che la vita non sia capace di dare niente di più bello.

Entusiasmo alle stelle anche per 'Roxanne', 'I Can't Stand Losing You' e 'So Lonely', ovvero "il trittico" dell'album 'Outlandos d'amour'. Che dire: sicuramente l'operazione Reunion è da intendersi come un'astuta mossa commerciale commerciale, ma al di là di tutto, se il risultati sono questi... ben vengano queste "rimpatriate". Ben venga questa splendida musica senza tempo.

© Lo Schermo by Paolo Ceragioli



2007-10-02 TURIN: Stadio Delle Alpi / Police, il trionfo annunciato dei diavoli incalliti...

Police, il trionfo annunciato dei diavoli incalliti...

Il bianco e il biondo prevalgono sulle testoline laggiù, annegate nell'enormità di un palco incorniciato da una corona di luci bianche e da molti maxischermi. Sono tre uomini orgogliosamente soli, che non hanno bisogno di addendi e aiutanti perché ognuno di loro deve mostrare al mondo (e agli altri due) quanto è ganzo. Sting, Andy Summers, Stewart Copeland, riuniti come un quarto di secolo fa nei Police, hanno lasciato ieri il loro fuggevole segno in Italia; sono state due ore piacevoli, trascinanti, di concerto qui allo stadio Delle Alpi di Torino, coronate da un successo eclatante. Una serata d'autunno ancora sopportabile, che non ha congelato le oltre 65 mila persone arrivate da tutta Italia alla ricerca di un suono e di canzoni del passato, ma che per molti versi restano attuali, contemporanee, non foss'altro perché Sting - che non è mica scemo - ha continuato a portare a spasso nel mondo questi stessi titoli con la propria band, rendendoli familiari a coloro che nell'epoca Police non erano neppure nati.

Non c'è stato tanto un elemento sorpresa, quanto piuttosto la frizzante riconferma dell'abilità dei tre incalliti individualisti, nel mescolare e confondere il talento di ciascuno: Sting, il bello con il cervello, in total black, muscoloni che stringono il basso d'epoca Fender con il quale gioca disinvolto in abilità, voce in gran spolvero nel giorno del suo compleanno; Stewart Copeland, lo spilungone intelligente, che maneggia la batteria con un'arte felice e feroce che si è migliorata nel tempo (vedere la performance alle percussioni in 'Wrapped Around Your Finger'); la chitarra di Andy Summers è provetta, anche se a volte esagera un po'.

La serata comincia con 'Get Up Stand Up' di Marley, a rimarcare un antico legame di questi tre bianchi con il reggae che fece la loro fortuna; ed è subito 'Message in a Bottle' tiratissima, con coro dello stadio, poi la complessa architettura di 'Synchronicity II', con furore di tamburi; la strada scelta è di accentuare la contemporaneità del repertorio con tutte le astuzie a disposizione. Sting saluta e presenta i compagni, e in una luce azzurra 'Walking on the Moon' in reggae dà il via a una rimarchevole carrellata in effetti assai migliorata rispetto al già buon debutto di Vancouver. La riscrittura complessa e sofisticata di pezzi come 'When The World is Running Down' (quasi barocca), la jazzeria elegante di 'Driven to Tears', il ritmo sincopato di 'Hole in My Life' con la citazione di 'Hit the Road Jack' (un successo di Ray Charles nel 1961), l'allegria ragionata di 'Every Little Thing She Does is Magic' e 'De Do Do Do De Da Da Da' mostrano che i tre riuniti si divertono, si arricchiscono anche artisticamente. Non c'è mai freddezza, e l'abilità collettiva sta nel riempire ogni spazio sonoro senza (quasi) mai prevedibilità, con aperture armoniche spesso impreviste sui brani più famosi: il tutto sorretto da uno Sting molto in palla pure sul piano vocale. A tratti, sembra uno dei suoi concerti solisti, però con una band dotata di attributi.

L'appeal della loro immagine sta anche nel fatto che i tre hanno sì una certa età, ma hanno cominciato tardi, finendo nella generazione successiva ai grandi Dinosauri del rock come gli Stones, e mettendosi dunque al riparo da battutacce e perfino, direi, nostalgia. I Police sono più o meno coetanei dei Genesis (Summers ha addirittura l'età di Jagger) ma nella percezione generale sono assai più freschi: perché collegati alla meraviglia che suscitarono nel post punk, quando la dissoluzione dei suoni e delle idee si scontrarono con questi tre personaggi alle prese con una musica che si poteva nuovamente godere, con anche una pretesa di intellettualismo sconosciuta fino a quel momento.

Non si può abbandonare la serata di ieri senza almeno ricordare che avevano aperto (nell'indifferenza generale) il figlio di Sting, Joe Sumner, con i suoi Fiction Plane; e prima l'Ensemble della Notte della Taranta (per l'occasione con la voce di Raiz) invitato da Copeland che ne è stato per una stagione il coordinatore a Melpignano, nel 2003. Gran nerbo e bravura, con un ritmo così particolare che avrebbe fatto fortuna in ogni Paese che ne fosse stato titolare, ci hanno ricordato con la loro fatica entusiasta quanto siamo provinciali noi italiani, maldestri nell'esportazione di musica, e capaci solo di affezionarci in massa al reggae altrui.

© La Stampa by Marinella Venegoni



2007-10-02 TURIN: Stadio Delle Alpi / Torino, Police incantano 80mila fan - Delle Alpi gremito per Sting e compagni...

Torino, Police incantano 80mila fan - Delle Alpi gremito per Sting e compagni...

Settantamila i biglietti venduti, ottantamila le presenze reali. Per l'unica tappa italiana del concerto dei Police lo stadio torinese Delle Alpi era gremito al limite della capienza. Una folla ammassata, ma disciplinata. Sting, Andy Summers e Stewart Copeland, in forma smagliante e hanno aperto con 'Message in a Bottle' per sciorinare un repertorio di 20 canzoni tra le più famose degli ultimi 20 anni.

Andy Summers, Steward Copeland e Sting, sono giunti a Torino ciascuno con un proprio aereo privato. In splendida forma, fisica e vocale, nonostante l'età non sia più dalla loro.

I tre si erano lasciati malissimo, divisi da rancori e questioni di ego ma, vuoi per business (pare che alla fine del tour mondiale il guadagno sia di 50 milioni di euro a testa), vuoi perchè con l'età anche i dissapori si stemperano, hanno messo da parte i rancori e sono tornati insieme. Per loro nessun album nè pezzo nuovo da proporre: soltanto la loro storia fatta di canzoni che hanno scandito la cronaca del rock negli anni '80 e '90.

I cancelli del Delle Alpi si sono aperti alle 16 e il pubblico ha cominciato a sistemarsi sul prato e sugli spalti. Non ci sono stati tentativi di scavalcamento dei cancelli, anche perché il pubblico dei Police ha un'età media abbastanza alta. Fan da ogni parte d'Italia e anche dalle vicine Francia e Svizzera sono accorsi per comprare gli ultimi biglietti disponibili, costo minimo 75 euro.

Decisamente affollata la tribuna vip. C'era Allegra Agnelli, che ha fatto disciplinatamente la coda al botteghino degli accrediti per ritirare il proprio biglietto. C'erano il portiere della Nazionale di calcio e della Juventus Buffon, con la fidanzata Alena Seredova, il compagno di squadra Boumsong, la showgirl Alba Parietti, Afef, Nek e Fabio Fazio.

© TGCOM



2007-10-02 TURIN: Stadio Delle Alpi / I Police si scatenano, festa allo stadio - Sting, Copeland e Summers per 65 mila fan. Show al via con 'Message in a Bottle'...

I Police si scatenano, festa allo stadio - Sting, Copeland e Summers per 65 mila fan. Show al via con 'Message in a Bottle'...

Un colpo di gong, l'applauso della folla. Serata memorabile per i Police, ma soprattutto per Sting, che ha festeggiato martedì il suo cinquantaseiesimo compleanno cantando e suonando con i suoi vecchi compagni di avventura con i quali si è riunito alla fine di maggio per questo tour partito da Vancouver. E ha avuto il piacere di avere accanto a sé suo figlio, il cantante e bassista di belle speranze Joe Sumner. Lo Sting jr, elettrico assai, vocalmente molto figlio di suo padre, non ha annoiato il pubblico come supporter insieme al suo gruppo Fiction Plane. A festeggiare i Police allo stadio delle Alpi c'erano circa 65 mila spettatori, di cui ben 37 mila provenienti da Milano. Concerto esaurito da mesi nonostante i prezzi record dei biglietti.

Lo show è cominciato con una delle canzoni dei Police più popolari in Italia, 'Message in a Bottle', tipica espressione di quel reggae bianco che costituì il grimaldello stilistico del gruppo. E fin dall'inizio si è palesata la formidabile forma del trio. Sting (vero nome Gordon Matthew Sumner, bassista e cantante, che ha parlato più volte in italiano), Stewart Copeland (batteria, 54 anni) e Andy Summers (chitarra, 64) hanno classe, ritmo e repertorio. Meglio di trent'anni fa, ma anche meglio del debutto di Vancouver. Sono state due ore intense nonostante l'essenzialità della strumentazione (batteria e chitarra). Concerto vario, assordanti giochi elettrici a volte tirati troppo in lungo alternati a momenti melodici e romantici. 'Zenyatta Mondatta', 'De Do Do Do, De Da Da Da' (la più applaudita) che sembravano motivetti da hit parade oggi si ascoltano come venerabili classici, antesignani del sound di una nuova generazione sensibile a new wave, punk, elettro- pop.

Tutti e tre i Police sono passati in questi anni attraverso esperienze musicali complesse e di alto profilo artistico. Così Sting utilizza al meglio uno stile che ormai va al di là della bravura nel canto e diventa teatro, recitazione. Tecnicamente le vecchie canzoni sono per lui una facile passeggiata. Sembra quasi sorpreso dalla bocca buona della platea, che accoglie come perle quelli che per lui sono datteri. è nel complesso abbastanza invadente e a tratti sembra un concerto di Sting solista. Copeland ha energia ed entusiasmo. E colpisce per virtù ed efficienza Andy Summers (incautamente molti lo davano penalizzato dall'età). Sono in tre e suonano come una grande orchestra. 'Don't Stand So Close to Me' (una passione fra professore e alunna) ha accenti melodrammatici, meno reggae. In crescendo con 'Walking In Your Footsteps', 'Can't Stand Losing You' cui la folla partecipa caldissima. 'Roxanne' e 'Every Breath You Take', a un passo dalla fine, sono passione pura in cui la facilità della melodia si sposa in pieno col virtuosismo vocale di Sting. I Police ci hanno preso gusto e hanno deciso di restare on the road per un altro anno. La kermesse torinese era stata aperta dal gruppo Notte della Taranta con Raiz, un concentrato di sensazioni tribali che è il polo d'attrazione dei musicisti di mezzo mondo fra cui lo stesso Copeland.

© Corriere Della Sera by Mario Luzzatto Fegiz

Tour List


Tour Dates for the Tour


08/07/08New York City
08/05/08Wantagh
08/04/08Wantagh
08/03/08Holmdel
08/01/08Saratoga Springs
07/31/08Boston
07/29/08Philadelphia
07/28/08Pittsburgh
07/26/08Detroit
07/25/08Milwaukee
07/22/08Denver
07/21/08Denver
07/19/08Salt Lake City
07/17/08Sacramento
07/16/08Concord
07/14/08Mountain View
07/12/08Seattle
07/11/08Ridgefield
07/05/08Madrid
07/04/08Bilbao
07/02/08Valencia
06/29/08London
06/28/08Leipzig
06/26/08Chorzow
06/24/08Belgrade
06/22/08Venice
06/20/08Belfast
06/18/08Manchester
06/17/08Manchester
06/15/08Newport
06/12/08Zurich
06/10/08St. Etienne
06/08/08Dusseldorf
06/07/08Werchter
06/05/08Mannheim
06/03/08Marseille
05/28/08Los Angeles
05/27/08Los Angeles
05/26/08San Diego
05/24/08Phoenix
05/23/08Las Vegas
05/21/08Dallas
05/20/08Houston
05/17/08West Palm Beach
05/16/08Orlando
05/14/08Omaha
05/13/08Kansas City
05/11/08Grand Rapids
05/10/08Chicago
05/04/08Columbus
05/03/08Buffalo
05/01/08Ottawa
02/17/08Honolulu
02/16/08Honolulu
02/14/08Tokyo
02/13/08Tokyo
02/10/08Osaka
02/07/08Macau
02/04/08Singapore
02/02/08Perth
02/01/08Perth
01/29/08Adelaide
01/28/08Adelaide
01/26/08Melbourne
01/24/08Sydney
01/22/08Brisbane
01/19/08Auckland
01/17/08Wellington
12/11/07San Juan
12/08/07Rio De Janeiro
12/05/07Santiago
12/02/07Buenos Aires
12/01/07Buenos Aires
11/28/07Monterrey
11/27/07Monterrey
11/24/07Mexico City
11/20/07San Antonio
11/18/07Atlanta
11/17/07Atlanta
11/15/07Charlotte
11/14/07Philadelphia
11/12/07Montreal
11/11/07Boston
11/09/07Toronto
11/08/07Toronto
11/06/07Charlottesville
11/05/07Washington
11/03/07Atlantic City
11/02/07New York City
10/31/07New York City
10/20/07London
10/19/07Cardiff
10/08/07Antwerp
10/06/07Dublin
10/02/07Turin
09/30/07Paris
09/29/07Paris
09/27/07Barcelona
09/25/07Lisbon
09/22/07Munich
09/19/07Vienna
09/16/07Geneva
09/14/07Amsterdam
09/13/07Amsterdam
09/11/07Hamburg
09/09/07London
09/08/07London
09/05/07Birmingham
09/04/07Birmingham
09/01/07Aarhus
08/30/07Stockholm
08/29/07Stockholm
08/05/07E. Rutherford
08/04/07Baltimore
08/03/07New York City
08/01/07New York City
07/31/07Hartford
07/29/07Boston
07/28/07Boston
07/26/07Montreal
07/25/07Montreal
07/23/07Toronto
07/22/07Toronto
07/20/07Hershey
07/19/07Philadelphia
07/17/07Detroit
07/16/07Cleveland
07/14/07Louisville
07/11/07Tampa
07/10/07Miami
07/07/07E. Rutherford
07/06/07Chicago
07/05/07Chicago
07/03/07St.Paul
07/02/07St. Louis
06/30/07New Orleans
06/29/07Houston
06/27/07Dallas
06/26/07Dallas
06/23/07Los angeles
06/21/07Anaheim
06/20/07Los Angeles
06/18/07Phoenix
06/16/07Manchester
06/15/07Las Vegas
06/13/07Oakland
06/10/07Denver
06/09/07Denver
06/07/07Seattle
06/06/07Seattle
06/02/07Edmonton
05/30/07Vancouver
05/28/07Vancouver
05/27/07Vancouver
02/12/07Los Angeles